Training Autogeno IN GRAVIDANZA

Il corso, che si può seguire a partire dall’inizio del IV MESE, prevede 10 incontri di 1 ora.

Vengono insegnate alle gestanti una serie di tecniche di rilassamento che consentiranno di affrontare più serenamente la gravidanza e il parto, nonché i cambiamenti psicofisiologici ed ambientali che si verificano durante il periodo immediatamente successivo alla nascita di un figlio, allo scopo di prevenire l’insorgenza di specifici disturbi come la depressione post-partum.


Il training autogeno respiratorio la cui sigla dall’inglese R.A.T. (Respiratory Autogenic Training) viene ideato da Piscicelli nel 1977, e affonda le sue radici nel training autogeno respiratorio di Schultz.

Come per ogni metodo che viene adottato per la cura psicologica delle future mamme, anche il Training Autogeno, se condotto e seguito da un professionista esperto e seguendo un approccio idoneo alle necessità specifiche, dimostra di poter svolgere alcune funzioni importanti per la salute psicologica della gestante e del nascituro:

  • attenua le oscillazioni degli stati emotivi e di umore della futura mamma, svolgendo un’azione di protezione e di prevenzione delle problematiche più serie come i disturbi di ansia della gestante e la depressione post-partum.
  • agevola la riduzione di tutti i disturbi della gravidanza che hanno una componente psicologica che può aumentarne il malessere percepito (es. nausea, vomito, insonnia, irritabilità, stitichezza, anomalie respiratorie e del ritmo cardiaco da ansia, sbalzi di pressione, stanchezza e dolori tensivi).
  • consente di abituarsi a ridurre o a recuperare velocemente il dispendio energetico psicofisico, perché allena corpo e mente a tenere degli atteggiamenti e dei comportamenti che agevolano un minore dispendio di energie psicologiche e fisiche e che permettono di rispondere meglio ai maggiori bisogni di energia richiesti dal puerperio o che si presentano in modo ancora più impellente nel post-partum e in tutto il primo periodo di maternità.
  • aiuta ad affrontare più serenamente i cambiamenti fisici che accompagnano la gravidanza, favorendo una maggiore accettazione e tolleranza.
  • aiuta ad abituarsi gradualmente ai cambiamenti di ruolo e di abitudini, poiché mira a far superare le incertezze e i dubbi sulle proprie capacità di gestire i futuri momenti quotidiani, attraverso allenamenti mentali che incoraggiano a stabilire un primo contatto naturale e positivo con tali esperienze che, in tal modo, iniziano ad integrarsi nella nuova “immagine di sé” ancora in fase di strutturazione (e per questo instabile e piena di dubbi).
  • stimola la produzione di endorfine, particolari prodotti chimici del cervello che contrastano l’ansia e l’agitazione, favorendo anche il controllo dei dolori (es. sciatica o altri fastidi frequenti in gravidanza o normali nel post-partum) e il riequilibrio di messaggi nervosi, come quelli che regolano la nausea gravidica e il vomito.
  • determina una diminuzione dell’attivazione del sistema nervoso vegetativo attraverso la concentrazione autogena su stati mentali positivi, che tende a produrre un graduale decremento risposte viscerali e muscolo-volontarie che si associano ai vissuti di tensione (es. contrazioni muscolari e crampi, fastidi digestivi, eccessiva trasmissione di messaggi nervosi, ecc.).
  • ha conseguenze favorevoli e benefiche sulla dinamica dei muscoli uterini, neutralizzando le tensioni da difesa del perineo. Il R.A.T. si prospetta, così, come allenamento capace di mettere i gruppi muscolari interessati nelle funzioni del parto in uno stato di rilassamento ottimale non solo durante le pause tra una contrazione e l’altra, ma anche quando la contrazione uterina dilatante oppure la spinta dovessero indurre a risposte oppositive da difesa.

 

 

CON CHI

Dott.ssa Alessandra MalloPsicologa Clinica e Psicoterapeuta

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